Barbiere, tintoria (per forza, è un abito di lino), traffico secolare, un appuntamento : il tutto in 1 ora e mezza (scarsa).
Ora mentre sedevo nella comoda poltrona del barbierino anni ‘50 (li adoro, con il loro vecchio stile ed i loro modi davvero “pacati”) ho pensato che alla fine non avevo niente da dire oggi come oggi.
Cioè qualcosina c’è sempre da raccontarti caro il mio diarietto (Heidi mode=on), ma tutto-tutto magari no.
Vabbè esticazzi.
Che ormai è record del silenzio (ma questa la capisco solo io) e che incespico nei ragionamenti (ma che poi a poco servono, anzi a nulla servono).
Necessito davvero di almeno due giorni di silenzio delle linee e nonostante gli orari che cavalco (vedi 9,00/20,30) dall’alto mi si chieda “anche” qualche oretta in più.
Ed io rispondo: Vabbè, mandrake col mantello.
Col costume , le pinne e gli occhiali quando il mare è una tavola blu…cantava un tale (e che tale)
Io il costume lo compro oggi (perchè gli altri li ho lasciati in terronia), più che le pinne le creme solari, doccie a profusione, scatti a morire ed almeno una cena a base di pesce.Yes we can.
Non voglio fasti ne emozioni, non voglio amori da favola ne notti da ricordare, voglio solo un guanciale su cui riposare e delle stelle dal basso da poter guardare.
*(lo so, sono in controtendenza in 4 giorni netti.Ho anche io le mie cose.)
La vita diventa noiosamente lunga se si pensa troppo e troppo corta se si è eccessivamente pratici, frenetici…bisognerebbe trovare una via di mezzo, un equilibrio.
Intendiamoci: una stabilità fatta su misura della persona interessata, perchè ognuno ha i suoi tempi fatti di sogni, aspettative, stimoli dal contesto di cui fa parte, rancori, frustrazioni e gioie.
Se si raggiunge l’equilibrio, e tale sarà solo nei propri tempi, non bisogna preoccuparsi del ritmo dettato dalla società.
In realtà non lo si vive nel suo insieme, il tempo dell’Urbe, ma ne viene assaggiata solo una parte…che sarebbe la nostra “piccola” galassia, scelta comunque da noi nel bene e nel male, dove ruotano i pianeti della famiglia, del lavoro, dell’amore, dell’amicizia, delle relazioni in genere.
La luce possiamo irradiarla solamente noi…perchè noi siamo sole e contemporaneamente pianeta di altre stelle, e ancora, meteorite, buco nero, nebulosa, cometa, finché non si diventa flusso in un non-tempo e in un non-luogo (come in internet)…in un universo di vite…piene di vita.
Detto ciò non ci si porrebbe più la domanda su quale sarebbe il ritmo ideale di vita…perchè una volta che si è diventati flusso il tempo puoi anche cestinarlo…e dopo magari si fa anche una bella pulitura del disco.
Ma non soffermiamoci più di tanto sul dio Kronos, perchè nonostante tutto chi si ferma è perduto…e Kronos si sa…è tiranno (non dimentichiamo le bollette da pagare…puta madre).
Respiro con affanno (no, non sto correndo,ma la sensazione è la stessa se non peggio), sudato (non ho fatto sesso, ne lavorato), senza parole ed attonito.
Il mio risveglio è stato caratterizato da tutto ciò e per riprendermi ci ho messo del tempo.
Ho sognato le cose più brutte ed infime.
Ho sognato di malattie terribili a persone a me vicinissime.
Ho sognato di indifferenza che ferisce e fa male più di mille lame.
Ho sognato di sforzi ed insuccessi.
Ho sognato lacrime ed abbracci.
Ho sognato mio fratello che non vedo da un paio di mesi e la cosa è strana poichè non lo sogno da anni, direi.
Non sò perchè sia stata notte così funesta, ma non mi capitava da tanto tanto tempo.
Mi butto dell’acqua fredda sul volto, mi guardo allo specchio, sto ancora tremando.
Ho respirato profondamente e poi , guardato fuori dalla finestra : è Venerdì e stasera alle 18.00 volo via (ma poi ritorno, eh).
-Giansandro (la moglie di) ha appena avuto una seconda splendida creatura.
-Ammazza, che si e’ lanciato verso na’squadra de’ calcetto ?
-Ma no dai, sta solo anticipando quello che tocchera’ anche a noi, tra quanto ? Cinque, sei ? Io dico cinque anni, si, massimo sei.
E tu, che annuisci con il corpo, ondeggi, ma non dici niente. Perche’ un poco non lo sai, un poco fai finta di non saperlo, ed un po’ perche’, cinque o sei anni sono davvero pochi e ti guardano in faccia, dritto negli occhi.
E’ che lo vorrei, pazzescamente rispetto a quello che sono ora, “lo” o “la” vorrei. Troppe volte ho sorriso dinanzi ad un bimbo altrui e a dire il vero sorrido anche ora mentre digito queste stesse parole.
Avanti, via, che di sognar c’e’ sempre tempo.
E’ chiaramente lunedi’. Ma questo se sei arrivato alla fine, lo sai gia’ (e magari ti girano pure.)